" La verità vi farà liberi" Gv 8,32

Pérez-Reverte: «Ora basta buonismo, con i fanatici non si può dialogare»

Intervista di Elisabetta Rosaspina allo scrittore spagnolo Pèrez-Reverte  sull’ondata degli attentati in Spagna. Vi invitiamo a leggere l’articolo sul sito del “corriere della sera” e di seguito la riflessione di Don Marco Bassani.

intervista da corriere.it

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RIFLESSIONE DI DON MARCO BASSANI

Io spero che questo autore abbia scritto sull’onda dell’emozione, per l’ennesima strage avvenuta questa volta in Spagna. Se la mettiamo da questo punto di vista, ci può stare che ha perso la testa, ma… visto che ad un certo punto cita la Fallaci, probabilmente la mia speranza è solo un’illusione.

Questo tipo di ragionamento, integralista quanto quello dell’ISIS, è ciò che più lo alimenta. Se poi è un “opinion leader” che lo sostiene, il gioco è fatto; la spirale dell’odio e della violenza non può che auto alimentarsi.

Il vero dramma è che l’Occidente oscilla tra i suoi migliori governanti, paralizzati dalle contraddizioni della “nostra democrazia” e questi integralismi, che, invece, non si rendono nemmeno conto, non percepiscono ancora, che la democrazia occidentale, illuminista, è assolutamente autoritaria, come tutti gli assolutismi della terra. E per dirla in breve, l’assolutismo dell’illuminismo e della “sua” democrazia sta nel fatto di separare nell’uomo la sola parte razionale, per assolutizzarla. Mentre si vuole scartare, o lasciare in un limbo non ben definito, sia la corporeità, che le emozioni e i sentimenti, che sono la parte più consistente del nostro vivere. Quante delle nostre decisioni quotidiane le prendiamo con la lucidità e la logicità, che la ragione dovrebbe imporci? E allora dove va’ a finire il nostro razionalismo? Infatti non capisco quale differenza ci sia tra una donna che non vuol farmi vedere i suoi capelli, o le sue forme, ed una che mi obbliga a vedere le sue mutandine, o qualcos’altro? Mi piacerebbe chiedere a questo luminare dov’è la differenza. Solo nel fatto che alla prima non siamo abituati, mentre elle seconde dobbiamo “fare buon viso a cattiva sorte”?

Perché il tipo non vuol parlare dei milioni di schiavi, di ieri e di oggi, dalle piantagioni agli shopping? E il figlio di una mia amica che l’ultimo fine settimana di luglio, a Londra in un bar, ha lavorato dalle 9.00hs del mattino del sabato fino alle 03.00hs della domenica non è frutto della nostra democrazia? Infatti tutto ciò lo fa “secondo la legge” della democrazia occidentale! E Cuba ridotta alla fame per sessant’anni, non è forse frutto della democrazia occidentale? O Guantanamo perché non diciamo che è un campo di concentramento? E non mi pare che sia in Cina! E tutti i contadini uccisi dal napalm in Vietnam li hanno uccisi gli islamici? E mi fermo qui.

Ovvero, finché continueremo a pensare che noi siamo i migliori, che il nostro sistema culturale sia il migliore al mondo, allora non ci sarà mai pace sulla Terra, perché le vittime di questo sistema grideranno contro di noi, ci accuseranno della menzogna che stiamo dicendo. Questo problema del terrorismo non può e non deve essere trattato con questo confronto/scontro culturale.

Don Marco

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