Nel cercare di raccontarvi la cucina ivoriana, devo confessare un forte imbarazzo da parte mia. Innanzitutto perché è molto ricca e fortemente legata alla nostra cultura, inoltre, come è anche per l’Italia, tutti i piatti più importanti hanno delle forti connotazioni regionali; quindi, pur essendo disponibili su tutto il territorio nazionale, riflettono le caratteristiche del territorio e del gruppo etnico, che l’ha generato.
Detto ciò, vorrei condividere su questo calendario un piatto a me particolarmente caro, perché mi ricorda molto la mia infanzia in Costa d’Avorio; si tratta dell’Attiéké. Quando ero bambina mi capitava di mangiarlo a colazione, a pranzo e a cena. L’Attiéké è il piatto principale dell’etnia Ebrié, che popola le regioni lagunari nel Sud del Paese, dove sorge anche la capitale Abidjan.
La materia prima per fare l’Attiéké è una specie di farina granulare, ottenuta dalla lavorazione della manioca, il tubero fondamentale per tutte le cucine del Sud del Mondo.
La manioca deve essere ripulita dalla pelle, tagliata a pezzi e lasciata fermentare in vasche piene d’acqua per almeno tre giorni. Infine, deve essere fatta bollire per circa 20 minuti. Questo trattamento preliminare è assolutamente necessario, per eliminare una componente chimica nociva, che altrimenti potrebbe portare all’avvelenamento di chi la mangia.
Successivamente i pezzi di manioca devono essere spremuti e messi ad essiccare. Una volta essiccati, vengono trasformati in una farina granulare. Questa farina, opportunamente cotta al vapore, è la base dell’Attieké L’ Attiéké può essere accompagnato da diversi altri cibi, a seconda anche delle varie caratterizzazioni regionali. Può essere accompagnato dal pesce fritto, dal pesce alla brace, dalla carne alla brace, oppure da diversi sughi fatti di ortaggi e spezie locali.
Nel corso del tempo l’Attiéké ha anche cambiato nome, o sarebbe meglio dire ha acquistato un secondo nome: Garba. Attualmente negli ambienti popolari, o nei luoghi di ristorazione per viaggiatori, è più facile sentir parlare di Garba, ma sostanzialmente stiamo parlando sempre dello stesso cibo.

