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Fino a quando Signore?

Posted on 29 Novembre 202522 Febbraio 2026 By admin Nessun commento su Fino a quando Signore?

Questa piccola provocazione è più un’inquietudine detta voce alta, che una riflessione in senso stretto. Molti di voi ritroveranno spunti e domande, che ogni tanto rilancio nei miei scritti. Per questo motivo potrei introdurmi in diversi modi. Questa volta lo faccio a partire da un libro, che sembra molto qualificato, ma che non ho ancora avuto l’opportunità di leggere. Si tratta di:

E. Bondi e C. Ramacciotti, Il maschio fragile. Perché le nuove generazioni sono così vulnerabili, Mondadori.

Sono venuto a conoscenza di questo libro, mentre ascoltavo la radio in auto e una giornalista di Radio 1 intervistava una delle autrici nella Giornata contro la violenza sulle donne. Probabilmente questa intervista non avrebbe richiamato la mia attenzione, se la giornalista, subito alle prime battute, non si fosse introdotta in modo deciso richiamando l’autrice stessa (sic): “Scusi professoressa, ma non vorrei che queste sue collocazioni giustificassero in qualche modo i femminicidi!”. Dopo ripetuti tentativi da parte della professoressa di mostrare il senso profondo del suo lavoro: studiare ed analizzare le attuali fragilità e debolezze del codice maschile, alla fine dovette arrendersi all’agenda imposta dalla giornalista: cercare la soluzione magica, che risolva il problema della violenza fisica del maschile sul femminile. Eh sì, perché ormai la violenza fisica di alcuni maschi è diventata sinonimo e paradigma di tutta la relazione tra il maschile ed il femminile. Per cui nella gran parte dei dibattiti pubblici si parla sempre e solo della violenza fisica del maschile sul femminile.

Ho riportato questo esempio emblematico, per far emergere la questione di fondo: l’atteggiamento della giornalista non è anch’esso una forma di violenza? Oltretutto contro una donna, che non mi pare ragioni come la ministra Roccella.

Purtroppo, a mio modo di vedere, su questo fenomeno drammatico, la violenza fisica di alcuni uomini sulle donne, stiamo procedendo follemente secondo la logica del capitalismo maturo: accanirci forsennatamente sui frutti, sugli effetti negativi, senza voler andare alla radice dei problemi, alle cause profonde che li generano.

Così le baby gang si combattono con la repressione e le carceri per minori; certe malattie endemiche della Pianura Padana si affrontano solo con farmaci sofisticati, senza affrontare gli altissimi indici d’inquinamento; o più banalmente l’aumento di malattie nella frutticultura viene combattuto solo con nuovi e più tossici pesticidi, anziché sondare le cause di tali malattie.

Tornando al nostro tema principale, finché la violenza di genere continuerà ad essere ridotta alla violenza fisica di alcuni uomini, che può arrivare al femminicidio, non ne usciremo dal problema. Anzi, da quel che si vede, più si legifera e si regolamenta la materia, più aumentano le violenze. Ormai siamo giunti al punto, che per fare l’amore bisogna firmare una dichiarazione di consenso attuale e informato (sic)…

Fin dagli albori dell’umanità Eros e Thanatos hanno sempre dormito nello stesso letto. E continueranno a farlo fino alla fine dei tempi… L’evoluzione e lo sviluppo delle civiltà è strettamente legato alla gestione e alla regolamentazione di queste due dimensioni: Amore e Morte. Senza dubbio la nostra cultura per secoli ha gestito il conflitto Amore/Morte, dentro la relazione maschile/femminile appoggiandosi alle strutture autoritarie del patriarcato.

Venuto meno questo strumento di controllo e di dominio, Eros e Thanatos sono stati lasciati liberi di scatenarsi a loro piacimento. Non a caso da qualche decennio si parla anche di società della gratificazione immediata.

Orbene, tutto ciò non può essere affrontato focalizzandosi sugli effetti ultimi e drammatici della deriva in cui ci troviamo: i femminicidi.

Se la relazione maschile/femminile non viene analizzata in tutti i suoi aspetti, dentro un confronto libero e non ideologico, non sarà possibile scoprire i semi di Thanatos/Morte, che la minacciano continuamente. Non solo con la violenza fisica…

                                                                                   pe. Marco

2025, Archivio, Lo sguardo di don Marco

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