
Visto che finalmente Borgo Mezzanone è arrivato in prima pagina su “La Repubblica
non ho neanche bisogno di ripetermi, bensì semplicemente invitarvi a rileggere quanto scrivevo ai
primi di luglio da giù, da Borgo Mezzanone. Questa settimana rilancio la questione, solo perché è
l’unico modo che ho, per onorare lo schiavo morto, ben sapendo che lui già diventato un piccolo
caporale. Ma anche questo dettaglio, assieme all’articolo che segue, dimostra come ciò che viene
diabolicamente presentato come problema irrisolvibile, il flusso dei migranti, in realtà è un
perverso sistema di sfruttamento e di moderna schiavitù. Negando i diritti umani fondamentali ai
migranti, li si usa per generare una guerra tra poveri in Italia, estremamente utile per le nostre
elite economiche e politiche.
Ma il sangue di Sadam Houssain, come quello di Sylvester Tegang rimpatriato in una bara in questi
giorni, sale come sacrificio spirituale fino al Padre e, diversamente dalla nostra indifferenza, Lui
non lascia cadere nel vuoto il grido del povero (Sir 35,21). Nella nostra impotenza vorrei che
trasformassimo il nostro dolore in un grido rivolto al Padre, perché faccia Giustizia a questi suoi
figli.
Pe. Marco
