Skip to content
  • l’Associazione
  • Contattaci
  • SOSTIENICI
  • Statuto
  • Relazione attività 2025
  • Italiano
  • Português
Camminando con Don Marco

Camminando con Don Marco

"La verità vi farà liberi" Gv 8,32

  • Lo sguardo di don Marco
  • La Chiesa in cammino
  • Popoli in cammino
  • Economia e politica
  • In cammino con l’arte
  • Dossier di don Marco
  • Toggle search form

Lahiru – gennaio 2025

Posted on 17 Novembre 202430 Dicembre 2025 By Marco Bassani Nessun commento su Lahiru – gennaio 2025

Ciao a tutti.

Mi chiamo Lahiru, ho 28 anni e sono nato a Lecco nel 1996.Sono un cittadino italiano di seconda generazione, in quanto i miei genitori, di origine cingalese (SriLanka), sono giunti in Italia negli anni ‘90.La mia famiglia, oltre ai miei genitori, è composta da altre due figure: mio fratello Yasiru di 33 anni e mia sorella Anjeli di 21 anni.

Fino all’anno scorso ho sempre vissuto tra Laorca e Malavedo; da gennaio 2024 però, insieme alla mia ragazza Carlotta, ci siamo trasferiti a Germanedo nella nostra nuova casa.

Come percorso scolastico, ho frequentato le scuole elementari presso la PIO XI di Laorca, ora casa di quartiere Laorca Lab. Dopodiché ho continuato gli studi presso le scuole medie Don G.Ticozzi, per poi conseguire nel 2015 il diploma come perito meccanico presso l’ITIS Badoni. Attualmente lavoro come Project Manager presso un’azienda multinazionale in provincia di Monza e Brianza. Nel 2020, inoltre, ho intrapreso un percorso accademico di Ingegneria Gestionale triennale: ora ho terminato il secondo anno, ne manca ancora uno!

“Mi sento italiano?”

Vi racconto un aneddoto. Qualche anno fa ero presso un benzinaio ed un signore sulla settantina, in coda davanti a me, era in difficoltà nello scegliere la pompa corretta sul display automatico. L’ho aiutato. Abbiamo poi chiacchierato per qualche minuto. Salutandomi mi ha detto: “Caspita, parli bene l’italiano” Ed io ho risposto: “Grazie, anche lei!”. Lui ha sorriso.

Non è semplice rispondere alla domanda: “Ti senti italiano?”!

Sono italiano di cittadinanza, ma i miei geni sono dello Sri Lanka; sono nato e cresciuto in Italia, ma una buona parte della mia educazione e cultura è stata dettata da canoni di un altro continente: quello dei miei genitori. Sono attento e partecipe al contesto politico ed economico dell’Italia, tanto quanto lo sono per quello cingalese.

Quando sento parlare in modo negativo dell’Italia, ne rimango ferito; allo stesso modo di quando capita per lo Sri Lanka. Alle Olimpiadi ho tifato sia per la compagine azzurra, sia per quella cingalese.

Sono cresciuto con amicizie solo italiane, facendo sport europei, ascoltando canzoni del cantautorato italiano, leggendo libri in italiano e capendo e parlando (non benissimo a dire la verità) il dialetto Lecchese. La mia ragazza è italiana, i futuri suoceri lo sono. Quindi, ricapitolando, la domanda è alquanto difficile e forse la risposta la supera in complessità. Posso però confidarmi, ammettendo di sentirmi molto fortunato e grato, per aver conosciuto, vissuto e continuato ad imparare due differenti culture e realtà, come quella italiana e quella cingalese. Le persone fanno immensi sforzi per imparare le lingue, conoscere nuove culture e viaggiare; io ho avuto la fortuna di nascere con due madrepatrie.

Lascio per ultimo il tema discriminazione, proprio perché ritengo debba stare in questa posizione. Da ragazzino/adolescente ho ricevuto i classici insulti razzisti, rimanendoci anche parecchio male. Con gli anni, però, ho maturato questa consapevolezza: gli insulti a sfondo razziale sono così generici e generalizzati, che non possono/devono ledere la mia persona. Nascono da persone ignoranti, che non meritano attenzione. Forse, il razzismo sta nelle orecchie di chi ascolta? Pensate: se nessuno ci rimanesse più male di fronte ad un insulto razzista, che soddisfazione rimarrebbe a chi insulta?

La mia è ovviamente una semplificazione e una provocazione; purtroppo ci sono casi in cui sono le masse a portare avanti certe discriminazioni; pertanto diventa complicato per la singola persona reagire e sovrastare il peso di tale pensiero orrendo, nonostante la consapevolezza che questo sia infondato.

È giunto ora il momento di salutarci e vi starete chiedendo: “Ma in italiano o in cingalese?”

Nel dubbio: “Ciao, gihin ennam!”

2024, Archivio, Calendario 2025

Navigazione articoli

Previous Post: Abdoulaye – febbraio 2025
Next Post: Edi – 2025

More Related Articles

La classe operaia non è ancora andata in Paradiso 2023
Disuguaglianze. L’Africa vittima del clima, nuove regole fiscali per aiutare 2023
PACE … PACE … PACE 2025
“Prima di quadruplicare la produzione di biocarburanti, bisogna demarcare i territori”, dice la “cacica” a Lula 2025
Storie di accoglienza in una Spagna che flirta con il razzismo… Un prete Iñaki Mardones Aja, due figli di migranti oggi campioni Lamine Yamal e Nico Williams e la vittoria del quarto Europeo: 2024
I vescovi si oppongono al divieto imposto dal PP e da Vox sulle celebrazioni musulmane: “Una discriminazione che non può esistere nelle società democratiche”. 2025

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


diventa socioDownload

Gallery

rom8 0973f697-b8cf-4795-bf58-dd16a2a6f79b 35604b2f-cd97-4ffd-8f29-e947f418a6e5 45ef5a7f-d825-4c7d-af28-49fcf2653b0b 48b07365-af85-4b8b-b6b4-721276edd6e2 WhatsApp-Image-2025-10-24-at-15.56.34-2 WhatsApp-Image-2025-10-26-at-16.10.58-1 b89a67a5-d427-4a0c-b4e8-78423bcdbd26

Siti consigliati

neodemos

Limes

Cinema e fede

Come se non

5 per mille

Osservatorio dei diritti

Osservatorio dei diritti

terrelibere.org

terrelibere.org

stranieriinitalia.it

stranieriinitalia.it

Login

  • Registrati
  • Password persa

Copyright © 2026 Camminando con Don Marco.

Powered by PressBook Green WordPress theme