
Dopo aver accompagnato, chi più chi meno, questo il viaggio apostolico di Papa Leone in Africa, preferisco non aggiungere altre parole questa settimana, ma riprendere qualche suo passaggio significativo, perché possiamo trattenerlo nel nostro cuore e meditarlo con più calma.
Buona meditazione dunque…
Pe. Marco
Nella Moschea di Algeri
Ringrazio per questa riflessione e per queste parole, tanto importanti in questa visita, da un luogo che rappresenta lo spazio che è di Dio, uno spazio divino, sacro, dove tante persone vengono per pregare, per trovare la presenza dell’Altissimo, di Dio, nella loro vita…
… Con lo spirito, con questo luogo di preghiera, con la ricerca della verità, anche attraverso lo studio, e con la capacità di riconoscere la dignità di ogni essere umano, noi sappiamo – e oggi questo incontro ne è la prova – che possiamo imparare a rispettarci mutuamente, vivere in armonia e costruire un mondo di pace.
Intervista a “Radio Ecclesia” in Angola
Tutti sappiamo che ci sono altri luoghi nel mondo dove accade il contrario, invece qui c’è un appello all’evangelizzazione, a continuare ad annunciare il Vangelo e a cercare di invitare gli altri, non al proselitismo, come ha detto tante volte Papa Francesco, ma attraverso la bellezza e il fascino della Fede; la gioia dei credenti è una delle migliori proclamazioni della Fede, del Vangelo.
Nella Cattedrale di Bamenda-Camerun
Il mondo è devastato da una manciata di tiranni, eppure è tenuto insieme da una moltitudine di fratelli e sorelle solidali,
… le numerose forme di povertà, che anche di recente interessano moltissime persone con una crisi alimentare in corso; la corruzione morale, sociale e politica, legata soprattutto alla gestione della ricchezza, che impedisce lo sviluppo delle istituzioni e delle strutture; i gravi e conseguenti problemi che interessano il sistema educativo e quello sanitario, così come la grande migrazione all’estero, in particolare dei giovani. E alle problematiche interne, spesso alimentate dall’odio e dalla violenza, si aggiunge anche il male causato dall’esterno, da coloro che in nome del profitto continuano a mettere le mani sul continente africano per sfruttarlo e saccheggiarlo…
«Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce» (At 5,29-30).
Il coraggio degli Apostoli si fa coscienza critica, si fa profezia, si fa denuncia del male, e questo è il primo passo per cambiare le cose. Obbedire a Dio, infatti, non è un atto di sottomissione che ci opprime o annulla la nostra libertà; al contrario, l’obbedienza a Dio ci rende liberi, perché significa affidare la nostra vita a Lui e lasciare che sia la sua Parola a ispirare il nostro modo di pensare e di agire.
Obbedire a Lui, perché Lui solo è Dio. E questo ci invita a promuovere l’inculturazione del Vangelo e a vigilare con attenzione, anche sulla nostra religiosità, per non cadere nell’inganno di seguire quei percorsi che mescolano la fede cattolica con altre credenze e tradizioni di tipo esoterico o gnostico, che in realtà hanno spesso delle finalità politiche ed economiche. Solo Dio libera, solo la sua Parola apre sentieri di libertà, solo il suo Spirito ci rende persone nuove che possono cambiare questo Paese.
Nella Cattedrale di Mongomo-Guinea Equatoriale
Qual è la fame che sentiamo? E di cosa ha fame oggi questo Paese? Il motto per la mia visita è «Cristo, luce della Guinea Equatoriale verso un futuro di speranza», e forse proprio questa oggi è la fame più grande: c’è fame di futuro, ma di un futuro che sia abitato dalla speranza, che possa generare una nuova giustizia, che possa portare frutti di pace e di fraternità.
E non si tratta di un futuro ignoto, che dobbiamo attendere in modo passivo, ma di un avvenire che proprio noi, con la grazia di Dio, siamo chiamati a costruire.
Si tratta di prendere parte, con la luce e la forza del Vangelo, allo sviluppo integrale di questa terra, al suo rinnovamento, alla sua trasformazione. Tante sono le ricchezze naturali di cui il Creatore vi ha dotato: vi esorto a cooperare affinché possano essere una benedizione per tutti. Che il Signore vi aiuti a diventare sempre più una società in cui ciascuno, secondo le diverse responsabilità, opera al servizio del bene comune e non degli interessi particolari, superando le disuguaglianze tra privilegiati e svantaggiati. Crescano spazi di libertà, sia sempre salvaguardata la dignità della persona umana: penso ai più poveri, alle famiglie in difficoltà; penso ai carcerati, spesso costretti a vivere in condizioni igieniche e sanitarie preoccupanti.
Papa Leone XIV
