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Cristo è tutto per noi

Posted on 14 Giugno 202614 Giugno 2026 By admin Nessun commento su Cristo è tutto per noi

Omelia Ordinazioni presbiterali
Milano – Duomo – 13 giugno 2026


I discepoli, una delusione per Gesù


I discepoli, quegli uomini che Gesù ha scelto personalmente, quegli uomini ai quali Gesù ha dedicato tanto tempo, tante parole, quegli uomini che Gesù ha voluto testimoni dei segni da lui
compiuti e delle discussioni e delle polemiche che ha affrontato, proprio questi uomini si rivelano
una delusione per Gesù. Ancora non capiscono, eppure da tempo è con loro e parla a loro: …e tu
non mi hai ancora conosciuto, Filippo. Ancora sono incerti sulla meta da raggiungere e sulla via da
seguire.
Signore, non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via? Ma, Tommaso, non hai ancora
capito? Io sono la via, la verità e la vita. E noi, gente del buon senso e facili al giudizio, siamo
inclini a dare consigli persino al Signore. E quindi forse ci viene da suggerire a Gesù. Ma perché
non hai scelto uomini migliori, più intelligenti, più virtuosi, più adatti? Perché non li hai preparati
meglio, più capaci di argomentare, più autorevoli nel predicare?
Ci sono buone ragioni per credere che i candidati che oggi sono ordinati preti siano meglio preparati
dei primi discepoli. Hanno studiato per sei anni. Hanno avuto educatori sapienti, esperti, attenti a
tutti gli aspetti della loro personalità. Sono passati attraverso un discernimento, frutto di
consultazioni degli educatori del Seminario, dei parroci, dei laici, dei preti, delle religiose e dei
religiosi con cui hanno vissuto esperienze di comunità, esperienze di servizio pastorale. Dunque si
presentano meglio attrezzati, a quanto si può pensare, dei primi discepoli, più pronti. Eppure non
sarei tanto sorpreso se anche loro si riveleranno una delusione per Gesù, come siamo un po’ tutti
noi.
E capiterà anche a loro, come capita a tutti noi, di trovare nella comunità in cui svolgono il loro
ministero persone che hanno da dire, che mettono in evidenza i difetti, che lamentano
incompetenze, di essere considerati inadeguati alla missione, criticati dalla gente. Forse si potrebbe
dire una delusione per Gesù.

Dio ha scelto


Ma risulta che Gesù ha compiuto le scelte che sono secondo la verità di Dio e perciò si dice che
«quello che è debole per il mondo Dio lo ha scelto per confondere i forti. Quello che è ignobile,
disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla tutte le cose che
sono» (1Cor 1,27ss).
La scelta di Gesù suggerisce di interpretare questo nostro essere inadeguati non come una obiezione
alla missione, non come una motivazione o una scusa per la mediocrità, ma come una condizione
propizia per essere discepoli, sempre discepoli, ancora discepoli, sempre incaricati di mettersi a
servizio dell’incontro con Gesù e della decisione alla sequela.
I discepoli di tutti i tempi e di tutte le situazioni continuano ad avere domande, a essere inquietati
dal mistero di Dio, a desiderare di vedere il Padre, e Gesù continua a richiamarli a non praticare
l’inquietudine come un’incertezza che convince a una spiritualità generica, a una indifferenza versola verità di Dio, a parlare di Dio come un enigma incomprensibile. A questi nostri fratelli affidiamo

la missione di incoraggiare l’inquietudine che cerca Dio e la missione di essere testimoni dellarivelazione di Gesù.Mi sembra che nel nostro tempo si possa rilevare un diffuso scoraggiamento a proposito dellacapacità di conoscere Dio. Riconosco nel nostro tempo segni della disperazione di molti cherinunciano a cercare la felicità pregando. È documentata l’inclinazione a immaginare un “Diosecondo me”. Ecco perché sono ordinati questi nostri fratelli: perché continuano la missione deidiscepoli, sono incaricati di testimoniare che chi vede il Cristo vede il Padre. E dunque che Cristo ètutto per noi. È la verità di Dio. È la rivelazione di tutto ciò che è stato creato come opera di Dio. Èuna parola per dire il senso di tutto ciò che esiste. Cristo è tutto per noi.Chi cerca Dio trovi in voi e noi tutti la semplicità, la lucidità per dire: “Se cerchi Dio vai aincontrare Gesù”. Questi nostri fratelli si fanno avanti perché sono mandati. La loro missione, lamissione della Chiesa si rivolge a tutti coloro che sono smarriti, a tutti coloro che non sanno checosa fare, dove andare, come vivere in questa complessità scoraggiante di fronte a prospettiveminacciose.E i discepoli continuano a domandare, come Tommaso, a proposito della via: “Non sappiamo dovevai. Come possiamo conoscere la via?” E i discepoli, così come questi presbiteri, continuano adaccogliere la risposta di Gesù perché si inoltrano nella sequela di Gesù e invitano tutti a riconoscereche Gesù è tutto per noi, è la via, è la verità, è la vita. È ciò che dà senso alla nostra vita e la fadiventare una vocazione. Sono mandati quindi per parlare e dare testimonianza ai fratelli e allesorelle che incontrano a proposito della libertà, a proposito dello stile e a proposito dell’essereinadeguati. A proposito della libertà, perché diranno che la libertà è la vocazione a scegliere, a decidere, atrovare in Gesù la via da percorrere. A proposito dello stile, perché diranno che la qualità della vitatrova la sua bellezza nella imitazione di Gesù, che è mite e umile di cuore. A proposito dell’essereinadeguati, perché la stima di sé non si alimenta nella illusione di essere ineccepibili ma nella gioiadi essere ancora in cammino, sempre in cammino, in comunione con Gesù perché Cristo è tutto pernoi. Questi nostri fratelli sono inadeguati alla missione, come del resto siamo tutti noi, eppure sonodecisi a fare della missione il tutto della loro vita perché Cristo è tutto per loro.la verità di Dio, a parlare di Dio come un enigma incomprensibile. A questi nostri fratelli affidiamola missione di incoraggiare l’inquietudine che cerca Dio e la missione di essere testimoni dellarivelazione di Gesù.Mi sembra che nel nostro tempo si possa rilevare un diffuso scoraggiamento a proposito dellacapacità di conoscere Dio. Riconosco nel nostro tempo segni della disperazione di molti cherinunciano a cercare la felicità pregando. È documentata l’inclinazione a immaginare un “Diosecondo me”. Ecco perché sono ordinati questi nostri fratelli: perché continuano la missione deidiscepoli, sono incaricati di testimoniare che chi vede il Cristo vede il Padre. E dunque che Cristo ètutto per noi. È la verità di Dio. È la rivelazione di tutto ciò che è stato creato come opera di Dio. Èuna parola per dire il senso di tutto ciò che esiste. Cristo è tutto per noi.Chi cerca Dio trovi in voi e noi tutti la semplicità, la lucidità per dire: “Se cerchi Dio vai aincontrare Gesù”. Questi nostri fratelli si fanno avanti perché sono mandati. La loro missione, lamissione della Chiesa si rivolge a tutti coloro che sono smarriti, a tutti coloro che non sanno checosa fare, dove andare, come vivere in questa complessità scoraggiante di fronte a prospettiveminacciose.E i discepoli continuano a domandare, come Tommaso, a proposito della via: “Non sappiamo dovevai. Come possiamo conoscere la via?” E i discepoli, così come questi presbiteri, continuano adaccogliere la risposta di Gesù perché si inoltrano nella sequela di Gesù e invitano tutti a riconoscereche Gesù è tutto per noi, è la via, è la verità, è la vita. È ciò che dà senso alla nostra vita e la fadiventare una vocazione. Sono mandati quindi per parlare e dare testimonianza ai fratelli e allesorelle che incontrano a proposito della libertà, a proposito dello stile e a proposito dell’essereinadeguati. A proposito della libertà, perché diranno che la libertà è la vocazione a scegliere, a decidere, atrovare in Gesù la via da percorrere. A proposito dello stile, perché diranno che la qualità della vitatrova la sua bellezza nella imitazione di Gesù, che è mite e umile di cuore. A proposito dell’essereinadeguati, perché la stima di sé non si alimenta nella illusione di essere ineccepibili ma nella gioiadi essere ancora in cammino, sempre in cammino, in comunione con Gesù perché Cristo è tutto pernoi. Questi nostri fratelli sono inadeguati alla missione, come del resto siamo tutti noi, eppure sonodecisi a fare della missione il tutto della loro vita perché Cristo è tutto per loro.

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