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Disarmare l’intelligenza artificiale

Posted on 13 Giugno 202613 Giugno 2026 By admin Nessun commento su Disarmare l’intelligenza artificiale

Ho scelto intenzionalmente questo titolo, per introdurre questa breve riflessione sull’Enciclica “Magnifica humanitas”, non tanto perché abbia particolarmente paura dell’IA, bensì perché con esse Papa Leone stesso ha voluto riassumere il nocciolo dell’intero documento. Infatti, se da un lato il titolo dell’Enciclica sottolinea la grandezza e l’unicità dell’essere umano, dall’altro il Papa stesso mette in guardia dal potenziale distruttivo di una delle creazioni più geniali dell’essere umano: l’intelligenza artificiale appunto, la quale approssimandosi incredibilmente alla nostra intelligenza, ne assorbe drammaticamente l’ambiguità, le potenzialità di bene e di male, di vita e di morte, presenti nella Libertà umana.
In tutto ciò l’intero documento ribadisce a più riprese il carattere strumentale di questa creazione umana; ovvero, pur essendo una realtà dalle potenzialità straordinarie, rimane pur sempre uno strumento, un mezzo, che ha bisogno dell’uomo per essere programmato e attivato. E’ vero, che per la prima volta nella storia umana l’uomo ha creato una realtà capace di correggersi e rigenerarsi autonomamente; d’altro canto si tratta pur sempre di capacità determinate, ovvero legate al tipo di programmazione e progettazione applicata.
Ma già a questo livello possiamo cogliere un primo aspetto problematico. Infatti, per la maggioranza di noi totalmente incompetenti in materia, questo tipo di considerazioni appaiono come incomprensibili. Il che non può che darci la sensazione di trovarci realmente di fronte a qualcosa, che è al fuori di fuori della nostra portata, ovvero qualcosa che ci domina, che può prendere il sopravvento su di noi. Basti pensare al panico quando non riusciamo a gestire qualche operazione online; peggio ancora se riguarda qualche operazione bancaria…
In realtà, come succede spesso in famiglia quando interviene qualche nipote per risolvere il tutto, analogamente anche ai livelli massimi e molto più complessi dell’IA, c’è sempre qualcuno/a, che conosce il funzionamento dell’algoritmo ed è in grado di manipolarlo a piacimento. Il problema è che queste figure sono estremamente ridotte; possiamo tranquillamente parlare di poche migliaia di persone a livello mondiale, rigorosamente controllate e sottomesse ai padroni di queste nuove aziende. Tutto ciò fa sì che questo strumento formidabile, dal quale dipende il nostro immediato futuro, attualmente è monopolio pressoché assoluto di poche migliaia di persone, che sole ne conoscono il funzionamento ed hanno il potere economico di farle funzionare. Per avere un’idea, le Sette Magnifiche Sorelle, ovvero le sette principali multinazionali dell’high tech, nel 2025 hanno realizzato un fatturato di 20,8 trilioni di dollari, superiore al PIL dell’Unione Europea, che è stato di 19,4 trilioni di dollari.
Questa smisurata, scandalosa, immorale capacità finanziaria potrebbe essere tollerata, se fosse totalmente al servizio di attività produttive socialmente utili. In realtà, essendo proprietà assoluta dei padroni del mondo, viene da loro usata in modo del tutto arbitrario; il più delle volte per finalità per niente nobili, che vanno dalla propaganda elettorale a favore dei loro delfini, alla speculazione in Borsa, dal commercio delle armi, a tutte le più variegate narrazioni, con le quali la realtà viene ricreata a loro piacimento e per i loro interessi.
Ancora una volta, ma in questo caso come non mai nella Storia, la minaccia mortale risiede nel nesso diabolico che c’è tra: potere economico, conoscenze tecnologiche, potere politico e potere militare. L’intreccio sempre più forte ed esclusivo tra questi quattro mondi porta sempre più gli studiosi a parlare di tecno-feudalesimo. Altro che democrazia e allargamento delle potenzialità dell’individuo!

“Conterai sette settimane. Quando si metterà la falce nella messe, comincerai a contare sette settimane e celebrerai la festa delle Settimane per il Signore, tuo Dio, offrendo secondo la tua generosità e nella misura in cui il Signore, tuo Dio, ti avrà benedetto. Gioirai davanti al Signore, tuo Dio, tu, tuo figlio e tua figlia, il tuo schiavo e la tua schiava, il levita che abiterà le tue città, il forestiero, l’orfano e la vedova che saranno in mezzo a te, nel luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto per stabilirvi il suo nome. Ricòrdati che sei stato schiavo in Egitto: osserva e metti in pratica queste leggi.” Dt 16,9-12

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