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Gli incubi egiziani… e nostrani

Posted on 22 Aprile 202330 Dicembre 2025 By admin Nessun commento su Gli incubi egiziani… e nostrani

La meditazione di Don Marco è una spunto di riflessione sull’attualità.

Introducendomi a questa riflessione, dichiaro subito che non tratterò del caso Regeni, o simili.
Infatti l’Egitto, del quale parlerò brevemente, è quello che conosco un po’ meglio. Infatti, vorrei
partire da Es 1,9-12, che nella nostra spiritualità disincarnata meditiamo raramente e malamente,
preferendo spaziare nelle grandi praterie delle idee e dei valori universali…
Invece, JHWH, il Signore della Vita, parla a noi solo nella Vita ed attraverso la Vita, la Storia, fatta
da uomini e donne in carne ed ossa, fatta di ideali e delle loro negazioni.
Ebbene, quel grande tesoro, che è il libro dell’Esodo, già diversi millenni fa diceva quanto segue: “Il
faraone disse al suo popolo: “Ecco che il popolo dei figli d’Israele è più numeroso e più forte di noi.
Prendiamo provvedimenti nei suoi riguardi per impedire che aumenti, altrimenti, in caso di guerra,
si unirà ai nostri avversari, combatterà contro di noi e poi partirà dal paese”. Allora vennero
imposti loro dei sovrintendenti ai lavori forzati per opprimerli con i loro gravami, e così costruirono
per il faraone le città-deposito, cioè Pitom e Ramses. Ma quanto più opprimevano il popolo, tanto
più si moltiplicava e cresceva oltre misura; si cominciò a sentire come un incubo la presenza dei figli
d’Israele…”.
Da sempre nella Storia, chi ha saputo abilmente sfruttare qualche suo talento, per stabilire una
supremazia sugli altri, siano esse persone o popoli, con il passare del tempo genera questa
ossessione del nemico, o dell’invasore, che cerca di rubargli il suo fantomatico primato. Da qui ai
lager, dove bruciare chi potrebbe realizzare la sostituzione etnica, il passaggio è molto breve.
Sì, forse qualche dottor sottile vorrà indugiare in inutili distinzioni tra i campi di sterminio e le
condizioni di lavoro forzato. Ma, chi conosce l’umanità ed il suo modo di procedere, sa bene che
ciò che conta è l’intenzionalità. E l’intenzionalità è chiara, oggi come allora, gli ebrei, o i migranti,
quando non si limitano ad essere una brutale forza lavoro, ma alzano la testa e ti guardano in
faccia come delle soggettività altre, allora non vanno più bene.
Anzi, se il loro amore alla Vita, ad una Vita piena ed abbondante come c’insegna S. Giovanni,
mette a nudo la vocazione mortale della nostra società del dio denaro e del consumo, ecco allora
ergersi i politicanti del sistema, che, per un pugno di voti, cercano di ostacolare il fluire inesorabile
della Vita e della Storia.
E’ così succede che, a fronte della mancanza di manodopera, anziché rendere il lavoro più umano
ed appetibile, si aumenta lo sfruttamento legalizzato attraverso la flessibilizzazione del lavoro, per
poter sfruttare meglio i nuovi schiavi. A fronte dell’inverno demografico, s’impediscono in tutti i
modi i ricongiungimenti familiari e si pagano le donne italiane perché facciano figli, neanche
fossero delle prostitute. E via di seguito. Purtroppo, confesso, non credo che questo teatro
dell’assurdo sia prossimo alla fine. Da chi è accecato dal delirio ideologico, ahimè, ci si deve
aspettare sempre qualcosa di peggio, perché il vizio è sempre lo stesso: la sostituzione della Vita e
delle sue leggi inesorabili con la difesa ideologica della propria pretesa supremazia.
Invece la Vita, dal suo livello più semplice, quello fisico e biologico, fino a quello spirituale ed
affettivo, ci dice che Lei, la Vita, avviene, continua, si moltiplica, sempre e solo attraverso
l’incontro e la contaminazione dei diversi, attraverso il confronto dialettico tra le alterità, diverse e
complementari.
Solo nell’accompagnare l’incontro e la contaminazione tra le alterità e le diversità, si genera e si
riproduce la Vita. Viceversa, ostacolare questa legge inesorabile può solo portare gli egiziani, o gli
italiani, ad affogare nel Mar Rosso dei propri egoismi.
Anche perché il Signore della Vita, da sempre, ha già scelto da che parte stare…

pe. Marco

2023, Archivio, Meditando con don Marco

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In memoria di Asia Ramazan Antar
Fonte: Wikipedia

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