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Quem Deus vult perdere dementat

Posted on 18 Aprile 202618 Aprile 2026 By admin Nessun commento su Quem Deus vult perdere dementat

(Chi Dio vuole distruggere impazzisce)

“È bene riflettere a un fatto che è talmente incredibile che si cerca a ogni costo di rimuoverlo, e cioè che lo stato che si dichiara il più potente del mondo è retto da anni da uomini che sono tecnicamente dei dementi. Non si tratta di dare in questo modo una forma estrema a un giudizio politico: che Trump – come certamente Biden prima di lui – debba essere considerato demente nel senso patologico del termine è un’evidenza ormai condivisa da molti psichiatri e che chiunque osservi il suo modo di esprimersi non può non condividere. Va da sé che ciò che qui ci interessa non è il caso clinico degli individui di nome Trump e Biden; piuttosto la domanda che non possiamo non porci è: qual è il significato storico del fatto che un paese come gli Stati Uniti –che è in qualche modo alla guida di tutto l’Occidente – sia retto da un malato di mente? Quale radicale declino spirituale e morale prima ancora che politico può aver condotto a una simile estrema conseguenza? Che il destino dell’Occidente fosse segnato dal nichilismo è qualcosa che già Nietzsche aveva diagnosticato più di un secolo fa insieme alla morte di Dio: ma che il nichilismo dovesse prendere la forma della demenza non era scontato. È forse in qualche modo per compassione e pietà che il Dio, che vuole perdere l’Occidente, lo conduca alla sua fine non nella consapevolezza e nella responsabilità, ma nell’incoscienza e nella follia.”

                                                                                   Prof. Giorgio Agamben

Ricercando qualche barlume in questo tempo oscuro e caotico, sono ritornato a questo filosofo, che io considero uno dei pochi intellettuali attualmente in circolazione. Questo, come in genere tutti i suoi scritti, non è immediatamente comprensibile e io non pretendo di esserne l’interprete autentico. Vorrei però condividere con voi le due intuizioni a mio avviso fondamentali.

La più immediata è: quale differenza esiste tra l’autocrazia russa e la democrazia americana/israeliana, se contemporaneamente si sono consegnate a dei soggetti psichiatricamente malati? Anche a me come ad Agamben non interessa analizzare i deficit, psichici e morali, dei soggetti in questione, bensì lo stato di salute delle società e delle culture, che li hanno eletti. E se la democrazia occidentale si presenta come il miglior sistema politico, in che cosa consisterebbe questa superiorità presunta, o reale?

Spero che nessuno aggiri la domanda, dicendo che la democrazia americana potrà togliere Trump alle prossime elezioni. Anche Putin potrà essere tolto di mezzo in un modo o nell’altro…

No, a me interessa, se possibile, scoprire come fare, perché in futuro non prevalgano ancora i malati di mente, per evitare le inutili stragi attualmente in atto.

Ma la questione più radicale e provocante posta da Agamben, un filosofo non praticante, è che la radice della crisi delle democrazie occidentali sia da ricercarsi nella deriva nichilista di buona parte della cultura occidentale. In pratica, senza entrare in questa questione piuttosto complessa, l’assenza di riferimenti e di valori trascendenti condivisi e la riduzione dell’esistenza al “qui ed ora” sta portando l’intero Occidente alla follia, della quale i suoi rappresentanti politici sono solo la punta dell’iceberg.

Con buona pace di chi vorrebbe relegare ancora la Fede nell’ambito dell’irrazionalità…

                                                                                   Pe. Marco

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