Skip to content
  • l’Associazione
  • Contattaci
  • SOSTIENICI
  • Statuto
  • Relazione attività 2025
  • Italiano
  • Português
Camminando con Don Marco

Camminando con Don Marco

"La verità vi farà liberi" Gv 8,32

  • Lo sguardo di don Marco
  • La Chiesa in cammino
  • Popoli in cammino
  • Economia e politica
  • In cammino con l’arte
  • Dossier di don Marco
  • Toggle search form

Sentinella, quanto resta della notte?

Posted on 2 Agosto 202522 Febbraio 2026 By admin Nessun commento su Sentinella, quanto resta della notte?

Mentre il regime ci distrae con le sue narrazioni sulle guerre guerreggiate e su quelle commerciali, anche noi facciamo fatica a fare i conti con le conseguenze di questa situazione su milioni di persone, che ci vivono accanto, che appartengono al nostro stesso Paese, l’Italia. Per non parlare di cosa succede fuori dall’Italia…

Contemporaneamente a ciò, sto seguendo con interesse qualche movimentazione di quello che la politica chiamava il “mondo cattolico” (Comunità Democratica, le Rete di Trieste). Certamente è un fatto positivo, che i cristiani sentano la responsabilità che compete anche a loro, per governare la polis, la società in cui viviamo. D’altro canto, come ho accennato in qualcuno di questi incontri, non posso nascondere un certo disagio. Infatti, se da un lato devo riconoscere la bontà del ritrovarsi da cristiani a parlare delle principali sfide dell’oggi, dall’altro non vedo come urgenza radicale, come tensione profonda, il desiderio di far emergere un giudizio cristiano, uno sguardo evangelico sui vari temi trattati. Per il momento vedo una “lista della spesa”, o dei problemi, senza però un criterio di giudizio, una chiave di lettura ispirata dal Vangelo, che ci permetta di stare dentro la società come Gesù vuole, ovvero come “sale e luce” per il mondo.

Da qui l’invito a leggere questa semplice sintesi dell’ultimo Rapporto Caritas sulla povertà in Italia; perché da qui, da questo punto di vista, il cristiano deve guardare la società e i suoi problemi. E da qui, dagli ultimi e dagli esclusi, deve immaginare le soluzioni politiche per costruire una società più giusta e fraterna.

Pe. Marco

Il volto nascosto dell’Italia che lavora e non ce la fa

Sentinella, quanto resta della notte? L’antica domanda del profeta Isaia risuona oggi nelle storie di chi bussa alle porte dei centri di ascolto Caritas. Sono volti che raccontano un’Italia diversa da quella delle statistiche ufficiali, un paese dove avere un lavoro non basta più per vivere dignitosamente e dove la povertà ha smesso di essere un’emergenza per diventare una condizione cronica che si tramanda di generazione in generazione.

Il Report statistico nazionale 2025 di Caritas italiana, presentato in questi giorni, fotografa una realtà che coinvolge 277.775 persone, corrispondenti ad altrettanti nuclei familiari. Un numero che in dieci anni è cresciuto del 62,6%, con un’impennata particolarmente drammatica nelle regioni del Nord (+77%). Ma dietro le cifre si nascondono storie che sfidano ogni stereotipo sulla povertà.

Quando il lavoro non basta più

Tra i volti che si rivolgono alla rete Caritas, uno su quattro ha un’occupazione. La condizione di working poor riguarda soprattutto gli adulti fra i 35 e i 54 anni, per i quali l’incidenza supera il 30%. Non sono disoccupati cronici o persone ai margini della società: sono operai, addetti alle pulizie, badanti, lavoratori del settore edilizio o della ristorazione che, nonostante lo stipendio, non riescono ad arrivare a fine mese.

«Tempo e fiducia costituiscono i due fattori di qualità che consentono ai dati Caritas di raggiungere un elevato livello di qualità e capacità narrativa dei fenomeni di povertà ed esclusione sociale dei nostri tempi – sottolinea il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello. Solo sviluppando rapporti di fiducia reciproca è possibile pensare a un cammino da percorrere insieme. La possibilità di trovare nel contesto del servizio Caritas un momento di ascolto fiduciario è confermata da un elemento oggettivo: nel 2024 più di una persona aiutata su quattro si trova in una condizione di disagio stabile e prolungato».

La cronicizzazione della povertà emerge con forza dai dati: il 26,7% delle persone è seguito da almeno cinque anni, con punte del 43,1% in Toscana. Il numero medio di incontri annui è raddoppiato dal 2012, passando da quattro a oltre otto. Segno che i poveri non solo aumentano, ma diventano sempre più poveri.

 Le nuove emergenze: casa e salute

Due emergenze si intrecciano in modo drammatico: casa e salute. Il 23,1% degli assistiti vive problemi abitativi, dalla condizione di senza dimora alle difficoltà nel pagare l’affitto. Sul fronte sanitario, il 14,6% manifesta fragilità legate a patologie gravi per le quali il sistema sanitario nazionale non offre risposte adeguate. Sono persone che rinunciano alle cure per le lunghe liste d’attesa o per i costi insostenibili delle prestazioni.

La geografia della povertà sta cambiando il volto del paese. Se un tempo il disagio economico era concentrato nel Mezzogiorno, oggi le regioni del Nord registrano livelli di indigenza sempre più vicini a quelli del Sud. In Liguria, Marche e Sardegna più di dieci famiglie su mille si rivolgono alla Caritas. Milano, cuore economico d’Italia, conta più poveri assoluti di intere regioni meridionali.

L’eredità più pesante: la povertà dei bambini

Particolarmente allarmante è la situazione dei minori: il 52,6% delle famiglie assistite ha figli minorenni. Bambini e ragazzi che crescono in contesti di deprivazione non solo materiale ma anche educativa e relazionale, con il rischio concreto di rimanere prigionieri di quella che gli esperti chiamano la «trappola della povertà». L’Italia, infatti, è il paese europeo dove la trasmissione intergenerazionale del disagio economico è più forte: il 34% degli adulti oggi a rischio povertà proviene da famiglie che versavano già in difficoltà economiche.

Il rapporto Caritas non è solo un grido d’allarme, ma anche una chiamata alla responsabilità collettiva. Dietro ogni numero c’è una storia, una famiglia, un futuro compromesso. E mentre la politica discute di riforme e sussidi, nei 3.341 servizi Caritas sparsi sul territorio nazionale operatori e volontari continuano silenziosamente il loro lavoro di ascolto e accompagnamento, cercando di rispondere a quella domanda antica che risuona ancora: sentinella, quanto resta della notte?

Paolo Tomassone

2025, Archivio, Lo sguardo di don Marco

Navigazione articoli

Previous Post: Lo vide,si avvicinò,se ne prese cura
Next Post: Le pigrizie democratiche e le loro conseguenze

More Related Articles

IMMIGRATI. CULTURA E SOSTEGNO PER L’ACCOGLIENZA 2025
Myanmar, libertà di stampa soffocata con l’arresto di oltre 130 giornalisti 2023
Card. Carlo Maria Martini. Le sue parole «Noi e l’islam» pronunciate 30 anni fa sono ancora attuali. 2024
Sanremo, lo specchio di un’Italia evaporata 2025
IL MAGNIFICAT, UNA LANTERNA ANCHE PER L’OGGI 2023
La destra di governo e i migranti 2023

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


diventa socioDownload

Gallery

pgromar 670b919b-be6a-4cf6-8f1a-06773b9513ea 0973f697-b8cf-4795-bf58-dd16a2a6f79b a5e69237-c88b-4d7e-ab7a-13ae2a9a47a6 IMG_20160626_153932226 35604b2f-cd97-4ffd-8f29-e947f418a6e5 WhatsApp-Image-2025-10-26-at-12.27.04 AuYZolYmOeVTfTaI-Jtxck5kPx4jIErbcBB2PkKqh7mS

Siti consigliati

neodemos

Limes

Cinema e fede

Come se non

5 per mille

Osservatorio dei diritti

Osservatorio dei diritti

terrelibere.org

terrelibere.org

stranieriinitalia.it

stranieriinitalia.it

Login

  • Registrati
  • Password persa

Copyright © 2026 Camminando con Don Marco.

Powered by PressBook Green WordPress theme