KIFUKAMA: Fagioli e banane
Questo piatto, di cui vorrei parlarvi, è molto importante per me, perché ricorda le mie origini. Infatti la mia famiglia proviene dall’isola di Idjwi, estesa per 340 km² e situata all’interno del grande Lago Kivu nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Pur essendo un piatto relativamente semplice, viene usato anche nelle feste, o per ricorrenze particolari. Al tempo stesso però viene usato anche come cibo quotidiano, visto che può essere conservato per più giorni e riscaldato all’occorrenza.
Come si cucina: Fare cuocere i fagioli con un po’ di sale fino a renderli teneri. Verso fine cottura aggiungere qualche specie di banana, preferibilmente quelle che si usano per fare il vino. Verso la fine della cottura si toglie il brodo e si continua a mescolare con un mestolo di legno, fino ad ottenere un impasto, che non sarà mai omogeneo, ma bello compatto. Raffreddando si indurisce e si può conservare per una decina di giorni. Si mangia bene con i pesciolini affumicati, preparati con salsa fatta con semi di zucca.
“SOMBE” O “PONDU”: Foglie di manioca. Questo piatto invece è patrimonio di quasi tutte le etnie congolesi; può variare da una regione all’altra in base ai condimenti usati e ai tempi di cottura. Si prendono delle foglie fresche di manioca e si immergono nell’ acqua calda per circa cinque minuti. Dopodiché vengono pestate e cucinate a fuoco lento. A seconda delle usanze si possono aggiungere zucchine e melanzane durante il pestaggio. A metà cottura si aggiunge il porro tagliato molto sottile; verso fine cottura burro, farina di arachidi e olio di palma. A tutto ciò si può sempre aggiungere il pesce affumicato, o la carne. Si mangia tranquillamente con riso; oppure polenta di manioca o di mais; oppure con banane-platano, o addirittura con le patate.

