Yèkè-Yèké – COUSCOUS DI MAIS
Si può utilizzare, sia la farina di mais giallo, che bianco, per preparare il couscous. Queste farine sono facilmente reperibili anche in Italia nei negozi etnici.
Come si prepara il sugo alla togolese? Iniziamo dalla carne: kg 1,5 di carne bovina; ma questo sugo si potrebbe realizzare anche con la carne di pollo. Lavare la carne, tagliarla a dadini e metterla in una pentola con zenzero, aglio, cipolla, una foglia di alloro, pepe, sale e paprica precedentemente frullati e un pochino di acqua.
Cuocere a fuoco vivo per i primi 5 minuti; poi abbassare la fiamma e cuocere per altri 30 minuti, mantenendo il coperchio sulla pentola.
Quando la carne risulterà morbida, toglierla dal fuoco e lasciarla raffreddare. Successivamente la carne deve essere dorata e grigliata in una pentola con olio. Per preparare le verdure, mettere in una pentola dell’olio, un po’di cipolla e un cucchiaio di pomodoro concentrato. Fate cuocere a fuoco lento, aggiungete peperoni verdi, peperoni rossi e carote tagliate, insaporire con pepe, peperoncino vegetale; infine aggiungete la carne. Lasciar cuocere ancora per una decina di minuti e il sugo sarà pronto.
La storia dello Yéké-Yéké: In Togo, ogni anno tra fine agosto e inizio settembre, si celebra la festa di Epé-Ekpé, una delle cerimonie più importanti per il popolo Guin, originario del Ghana e stabilitosi nel sud-est del Togo nel XVII secolo. L’evento si svolge a Glidji, una località nel sud-est del paese, ed è caratterizzato dalla presa della pietra sacra (Ekpé-sosso); un rituale antico, che segna l’inizio del nuovo anno per la comunità Guin. La cerimonia inizia di giovedì e termina la domenica con questo cibo, che viene consumato in tutte le famiglie di Etnia Guin. Il rito principale consiste nella processione di sacerdotesse e sacerdoti verso la foresta sacra, accompagnata da canti e danze, in un’atmosfera di grande devozione. Il momento più atteso è l’apparizione del sacerdote dalla foresta con la pietra sacra, il cui colore è interpretato come un messaggio degli antenati. Se la pietra è di colore bianco sporco, gli anziani lo interpretano come un segno dell’indebolimento dei legami fraterni all’interno della comunità Guin e un richiamo urgente all’unità e alla riconciliazione.
Durante la cerimonia i sacerdoti tradizionali esortano la popolazione a coltivare la solidarietà, a rispettare l’onestà e la responsabilità, saldando i propri debiti.
La festa di Epé-Ekpé non è solo un rito religioso, ma anche un evento che rafforza l’identità collettiva del popolo Guin. La cerimonia della presa della pietra sacra continua ad essere un pilastro della cultura Guin e un simbolo di speranza e di rinascita per il Togo.

