
Quando domenica sera ho avuto modo di vedere qualcosa riguardante le devastazioni avvenute in Italia nello scorso weekend, subito mi è venuta in mente la definizione che ho posto a titolo di questa riflessione. Ora, se dalla prima intuizione sono giunto fino a questo titolo, è perché questa è la percezione e lo sguardo, con cui osservo queste bande di adolescenti e giovani in questi giorni; sì, pura e semplice carne da macello del nostro sistema socioeconomico, sempre più disumano e devastante, il quale, dopo averli sedotti diabolicamente, adesso li punirà con pari ferocia.
Purtroppo, a parte qualche frangia di adulti che è smarrita e non sa cosa dire, il sentimento dominante è quello della paura verso i “maranza”, che possono essere ovunque, che possono assaltare la mia casa. E allora? Allora affidiamoci a coloro che hanno le facili soluzioni in tasca per tutto; allora rinunciamo anche a quelle poche, povere, libertà democratiche conquistate nel secondo dopoguerra e affidiamoci agli “uomini e alle donne della provvidenza”, a chi sa come “far bere l’olio di ricino agli oppositori”, perché rimettano le cose in ordine; ovvero ci portino all’ennesima catastrofe, come hanno fatto 100 anni fa. La logica è sempre la stessa; basta tradurla nei linguaggi e nel contesto in cui ci troviamo a vivere.
Osservando con grande indignazione il fiume di commenti dell’elite dominante, non riesco a non sorridere di fronte al loro disorientamento, nel non poter ricondurre queste masse scatenate dentro i loro criteri ideologici, ovvero mostrare che quanto accaduto è frutto dell’ideologia. Dove l’ideologia per loro è qualsiasi ipotesi di cambiamento della società, perché sia più giusta e fraterna. Questa pretesa, per i difensori del nostro sistema materialista e consumista, è una pretesa ideologica, fuori dalla realtà e fautrice di disordini sociali. Mentre invece l’ingiustizia strutturale ed escludente del nostro sistema economico e valoriale, beh questa no, questa non è ideologia! Questa addirittura viene spacciata come volontà divina dagli atei cattolici. Proclamare che “gli uomini son tutti uguali” può servire tutt’al più per qualche canzone di Guccini… Invece la realtà voluta da dio è questa e guai a chi la vuol cambiare.
Ma di tutto ciò, grazie a Dio, questi ragazzi se ne fanno un baffo, semplicemente perché non conoscono la Storia del pensiero umano. Infatti, nella scuola del Sistema tutto ciò non si deve studiare, per non contaminare queste giovani menti.
Invece, viene inculcata loro l’abolizione dello Stato di Diritto, delle regole democratiche, dello Stato sociale, dello Statuto dei lavoratori, dei limiti alla proprietà privata, per dare libero sfogo agli istinti individuali. Ma così il potere tecnologico e ed economico, in mano a sempre meno eletti, può reduplicare sé stesso, senza limiti, sulle vite di centinaia di milioni di esseri umani. Tutti sacrificati sull’altare di una competizione senza limiti e costretti “ad uccidere il fratello”, per poter sopravvivere, per continuare questa folle corsa verso il nulla.
Già da qualche anno le ricerche sociologiche indipendenti ci dicono del malessere e del rifiuto giovanile verso tutto ciò. Ma noi “vecchi” ci siamo subito difesi, accusandoli di non aver voglia di lavorare e di non sapersi sacrificare. Sì certo, forse anche, ma la domanda ineludibile è: sacrificarsi a chi e per che cosa? Questo sistema merita il sacrificio della mia vita? Questa è la domanda dei giovani…
Ma chi si pone queste domande è ancora la fascia più fortunata, perché riesce a nominare il proprio disagio ed a produrre qualche reazione positiva, come può essere manifestare contro il carovita, le scuola di regime, contro il genocidio a Gaza ecc…
Chi si è lanciato nella furia devastatrice di sabato e domenica si trova ad un livello ancora più basso, ovvero più sfruttato e manipolato. Infatti, questi adolescenti sono il frutto del divino mercato, in nome del quale non si possono imporre regole e limiti ai vari Google, Facebook, Instagram, TikTok ecc… Ma questi angeli della morte, illuminati solo dal dio denaro, devono, e non possono fare altro, che sedurre indiscriminatamente le masse, facendo passare come normali stili di vita consumistici ed edonistici, necessari al consolidamento della loro ideologia perversa.
Ma questa ideologia disumana è certamente giunta ad uno dei suoi momenti di crisi più profonda. Senza troppe disquisizioni teoriche, ma con un innato senso della vita, queste fasce più povere ed oppresse, in forme diverse nelle varie capitali globali, sono in rivolta verso un Sistema socioeconomico, che seduce il mondo con gli stessi sogni, ma solo ad alcuni eletti concede di passare le feste natalizie a Crans Montana, o ai Caribi, per provare l’ iPhone da € 1500,00 ricevuto in regalo per Natale…
In questa miscela esplosiva, come l’erba secca dopo mesi di siccità, basta qualche messaggio disseminato non a caso da qualche hacker putiniano, o trumpiano, per scatenare l’inferno. E l’inferno si è scatenato contro i simboli di questo perverso sistema di sfruttamento e non contro le Forze dell’Ordine. Solo quando le stesse, come prescrive la Legge, si sono messe diligentemente a difesa delle vetrine delle povere multinazionali, inevitabilmente è avvenuto lo scontro con i ragazzi. Ed anche in questo caso, forse ancor più che nella Valle Giulia tanto cara a Pasolini, abbiamo rivisto l’eterna guerra tra poveri.
Ben sapendo, che chi ha la pancia piena ed un solido conto in banca per i propri figli e nipoti potrà solo lanciare invettive contro questo articolo, il mio desiderio è quello di fornire qualche chiave di lettura “agli uomini e alle donne di buona volontà”, per opporsi in tutti gli ambiti possibili all’ondata repressiva già partita e promuovere percorsi di riflessione e cambiamento, che solo potranno evitare, che questi ragazzi ed altri ancora finiscano sacrificati sull’altare del nostro Sistema socioeconomico.
Pe. Marco
