
Per chi non parteciperà al Ritiro, questa settimana vorrei consegnarvi questo breve, ma acutissimo stralcio, del ben più ampio scritto di S. Ilario di Poitiers contro l’imperatore Costanzo. Il contesto storico-religioso è ben diverso dalla nostra attualità; anche se il recente libro di Vito Mancuso, Gesù e Cristo, sostanzialmente ripropone alcune questioni trattate da S. Ilario, ovvero il rapporto tra natura umana e la divina in Gesù di Nazareth. E, guarda a caso, Vito Mancuso è il più gettonato dai mezzi di comunicazione della cosiddetta cultura liberal, o radical chic; perché il suo discorso è colto, suadente, accattivante, ma soprattutto senza lo scandalo della Croce/Risurrezione. Una religione dentro i limiti della ragione, verrebbe da dire parafrasando Kant.
Detto ciò, non mi soffermerò sull’analisi del merito dei due testi, per ovvie ragioni… Mi preme invece richiamare la vostra attenzione sullo stralcio che segue, perché mi pare che il buon S. Ilario, descrivendo l’opera di Costanzo, in realtà ci dà uno spaccato efficacissimo dell’azione del Tentatore, da sempre all’azione per ostacolare la crescita del Regno di Dio in mezzo a noi.
Se è vero come è vero, che l’uccisione fisica dei testimoni del Vangelo da sempre è riconosciuta come frutto dell’azione di Satana; non sempre abbiamo coscienza e ci opponiamo a questa sua azione più subdola e invasiva: quella appunto descritta da S. Ilario. Confesso, che muoio dalla curiosità di sapere cosa avrebbe detto, nel vedere il cristianesimo divenire la religione dell’Impero Romano a causa dell’Editto di Teodosio! E noi ne stiamo pagando ancora le conseguenze dopo circa 1650 anni…
Certamente l’evoluzione della società occidentale è andata ben oltre le preoccupazioni di S. Ilario e oggi la questione religiosa trova spazio nel supermercato globale, se garantisce una gratificazione immediata, emotiva, superficiale e se rispetto il “dogma” della produzione/consumo compulsivo e illimitato. Ma non dimentichiamo, che questo sistema, che sta pervadendo ogni coscienza umana a tutte le latitudini, è nato nella culla della cristianità: l’Occidente. Che strano! O era la logica conseguenza dell’aver sacrificato la Grazia a caro prezzo del Vangelo, alla nostra religione “latte e miele”, digeribile da tutti, ma che non alimenta veramente nessuno?
A ciascuno la sua responsabilità di capire, per vivere e far vivere veramente secondo il Santo Vangelo…
Pe. Marco
“Oggi ci troviamo a lottare contro un persecutore subdolo, un nemico seducente. Un tentatore che non flagella il dorso, ma liscia il ventre; non esilia a vita, ma condanna a morte coprendo di ricchezze; non ci chiude in carcere, dandoci la vera libertà, ma ci accoglie nei suoi palazzi, e così ci rende schiavi; non ci tormenta i fianchi, ma si impossessa del nostro cuore; non decapita con il ferro della spada, ma uccide l’anima con l’oro; non ci minaccia apertamente del rogo, ma in segreto attira su di noi il fuoco della Geènna. Non ci sfida, per non essere sconfitto, ma prevale su di noi con l’adulazione. Professa il nome di Cristo per poi sconfessarlo; si adopera per la conciliazione e ci toglie la pace; opprime gli eretici per fare sparire i cristiani; copre di onori i sacerdoti perché non vi siano più pastori; costruisce chiese e distrugge la fede”.
S. Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo, 5
