
Come ho già fatto in altre occasioni, vi propongo per questa settimana una delle poche esperienze sopravvissute della Chiesa brasiliana del post Concilio. Si tratta della Campagna della Fraternità, che ogni anno la CNBB promuove durante la Quaresima in tutto il Brasile; ovvero, ogni anno tutte le Diocesi e tutte le Parrocchie sono chiamate a confrontarsi con uno dei problemi, che più pregiudicano la popolazione in quel determinato momento. Quest’anno il problema messo a tema è quello degli alloggi popolari; un’urgenza che, con una incidenza diversa, pregiudica anche la vita di milioni di italiani.
Benché la stragrande maggioranza delle Parrocchie brasiliane si limiti solo a pregare sull’argomento, a causa della grande involuzione di quella Chiesa, la riflessione teologica ed il link di seguito vi danno l’idea di un metodo ecclesiale, ben più ricco dei nostri generici appelli alla penitenza ed alla conversione.
Preghiamo perché, nonostante tutto, questa ricchezza permanga in quella Chiesa, nella speranza che un giorno possa contaminare la Chiesa universale, come è già avvenuto su altri temi.
Pe. Marco
https://unmp.org.br/wp-content/uploads/2026/01/CF26_Texto-base.pdf
Fraternità e alloggio
La Chiesa brasiliana organizza ogni anno durante la Quaresima una Campagna di Fraternità (CF), richiamando l’attenzione sulla rottura della fraternità nella società (peccato sociale) e invitando tutti a costruire una società più giusta e fraterna, secondo il progetto di Dio annunciato da Gesù di Nazareth (conversione sociale). La CF si svolge nello spirito quaresimale di penitenza e conversione, che non si limita a una dimensione personale (conversione del cuore), ma ha anche una fondamentale dimensione sociale (trasformazione della società). Non sostituisce né indebolisce la spiritualità quaresimale, ma ne è la concretizzazione nella sfera sociale.
Il tema della CF 2026 è “Fraternità e dimora” e il motto è “Egli venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14). Gesù di Nazareth è il Verbo di Dio incarnato in mezzo a noi. Egli ci rivela che “Dio è amore” e ci chiama a vivere l’amore fraterno (1 Gv 4,8). La negazione del diritto alla casa, così come le condizioni abitative precarie e persino disumane di così tante persone nel nostro Paese, sono un chiaro segno della negazione dell’amore di Dio nella nostra società. Ciò richiede che riconosciamo e denunciamo questo peccato, che grida al cielo (confessione di questo peccato sociale) e ci impegniamo a collaborare alle lotte per la garanzia di questo diritto nella nostra società (conversione sociale).
La mancanza di alloggi e le condizioni abitative precarie sono tra i problemi sociali più evidenti e urgenti in Brasile. Quando parliamo di alloggio, non ci riferiamo solo alla casa in sé. Parliamo anche di strutture e servizi pubblici (acqua, energia, servizi igienico-sanitari, scuole, salute, tempo libero, trasporti, sicurezza, ecc.) e di relazioni familiari e sociali. Non possiamo ridurre il problema dell’alloggio all’unità abitativa, per quanto fondamentale possa essere per questo diritto. In Brasile, oltre 365.000 persone vivono per strada; più di 6 milioni di famiglie hanno bisogno di una casa, perché vivono in alloggi precari, in alloggi condivisi o pagano affitti molto alti; oltre 26 milioni di famiglie vivono in condizioni inadeguate (aree a rischio, infrastrutture carenti o insufficienti, lontananza dai servizi pubblici, controllo della criminalità organizzata, ecc.); più di 16 milioni di persone (l’8,1% della popolazione del Paese!) vivono in favelas e comunità urbane. Vale sempre la pena ricordare, che il problema abitativo ha dimensioni di classe sociale, razza e genere ed è anche un problema ambientale: predomina nelle famiglie con redditi fino a due salari minimi, composte da persone meticce e nere e guidate da donne; queste famiglie sono le prime e maggiori vittime di catastrofi e crimini ambientali.
Questa storia ha radici lontane. Affonda le sue radici nel sistema coloniale e schiavista brasiliano, che escludeva la popolazione povera e nera dal diritto alla terra e alla città, spingendola verso le periferie e le aree a rischio e abbandonandola al proprio destino. Si aggrava con il processo di industrializzazione e urbanizzazione, che provoca un massiccio esodo rurale, senza mai includere la popolazione rurale nel diritto alla città. Ed è aggravata dall’ideologia neoliberista del cosiddetto “stato minimo”, che implica la riduzione delle risorse destinate alle politiche sociali. Non esiste un “tetto di spesa” o un “quadro fiscale” per il pagamento degli interessi sul debito pubblico. Nel 2024, quasi la metà dell’intero bilancio federale è stata destinata al pagamento degli interessi e all’ammortamento del debito pubblico (42,96%). Ciò ha prodotto una società estremamente diseguale, dando vita a una “città per pochi”.
Il Testo Base della CF richiama l’attenzione su due fattori, che alimentano e riproducono questa disuguaglianza in Brasile: 1) Il sistema fiscale, incentrato sui consumi e non su profitti e dividendi, fa sì che i poveri paghino più tasse dei ricchi. Chi riceve la “Borsa Famiglia” (Reddito di cittadinanza), ad esempio, paga quasi la metà di quanto riceve in tasse sull’acquisto dei prodotti di prima necessità; 2) Il sistema del debito pubblico, che stanzia quasi la metà del bilancio federale per il pagamento degli interessi sul debito. Oltre a imporre molte più tasse ai poveri che ai ricchi, stanzia anche quasi la metà del bilancio per i ricchi, sotto forma di sovvenzioni all’esportazione di commodities. In pratica, questo significa un trasferimento di reddito dalla maggioranza povera a una piccola élite che concentra sempre più reddito e ricchezza.
Non possiamo rimanere indifferenti a questa situazione. Dobbiamo prendere coscienza che l’alloggio è un diritto fondamentale di ogni persona e non può essere trattato come un problema meramente individuale. Dobbiamo denunciare questa situazione come un’ingiustizia e un peccato che grida al Cielo. Dobbiamo sensibilizzare le nostre comunità a lottare per condizioni abitative dignitose nelle periferie: acqua, fognature, strade asfaltate, scuole, tempo libero, ecc. Dobbiamo collaborare con i movimenti popolari nella nostra regione, o in tutto il Brasile, nella lotta per “terra, casa e lavoro”. E dobbiamo farlo partendo dal nostro territorio: dando visibilità al problema dell’alloggio e rivendicando condizioni abitative dignitose.
Fraternità e alloggio: Pentitevi e credete nel Vangelo!
Pe Francisco de Aquino Junior
